Libera università popolare "ALFREDO BICCHIERINI"

per una universita' libera e popolare

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NEWS

:: S E M I N A R I ::

lunedì 27 Febbraio ore 17.30 c/o CIRC.V, via Machiavelli 21, Livorno,
seminario di PAOLO CRISTOFOLINI, docente presso la scuola normale superiore di Pisa, su “L’ETICA DI SPINOZA”

(scarica QUI il volantino dell’iniziativa)

Nel corso del seminario verrà illustrato, anzitutto, il progresso per gradi della conoscenza, a partire dal mondo della pura opinione e dei pregiudizi, per giungere, poi, alla scienza razionale e, infine, alla conoscenza della natura umana.
Da qui si passerà a cogliere quel maggior grado di perfezione che consiste nel passaggio dal lato passivo a quello attivo dell’affettività, ovvero dalla tristezza alla gioia, dall’odio all’amore, per arrivare a un’idea di comunità umana costruita sulla libertà di espressione e sulla piena esplicazione delle potenzialità degli esseri umani, nella loro vita individuale e nei rapporti sociali.

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giovedì 1 marzo ore 21.15 c/o CIRC.IV, via Menasci (zona Ospedale), Livorno,
incontro con ANTONIO MAZZEO,
giornalista e attivista sociale impegnato in campagne contro la guerra e le mafie, autore di
saggi sui conflitti nell’area mediterranea e sulla violazione dei diritti umani, nonché del recente “I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina”, Edizioni Alegre, Roma, sul tema “LA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO TOSCANO”. Partecipano ASSOCIAZIONE ITALIA-NICARAGUA, COMITATO CONTRO IL RIGASSIFICATORE OFFSHORE DI LIVORNO, COORDINAMENTO NO-HUB, RETE “VERTENZA LIVORNO”
(scarica QUI il volantino dell’iniziativa)

Vicino a noi, a un passo dalla base di Camp Darby, verrà realizzato l’Hub aereo nazionale delle forze armate, che svolgerà in campo militare il ruolo che l’Hub di Fiumicino svolge in campo civile. Da esso transiteranno tutti i militari e i materiali diretti dal territorio italiano ai teatri operativi, e viceversa.
E davanti a noi, a circa 12 miglia dalla costa, è localizzata l’area dove, su progetto della società OLT LNG Toscana, si prevede di realizzare un rigassificatore offshore, collegato a terra da un gasdotto. Intorno all’impianto, poi, ci sarebbe una zona enorme interdetta alla navigazione.
Che dire? Una situazione esplosiva. In tutti i sensi.

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::: SESSIONE INVERNALE 2012 :::

sono cominciati i corsi della sessione invernale. Oltre al corso di ECONOMIA SOLIDALE, che rappresenta la parte centrale del lavoro di questa sessione, corsi di TEDESCO, FILOSOFIA, SOCIOLOGIA, ECONOMIA SOLIDALE, GEOGRAFIA ECONOMICA e POLITICA, INGLESE, CONVERSAZIONE SPAGNOLO e INFORMATICA.

==> PER ISCRIZIONE, SCARICA IL MODULO QUI (per i corsi di TEDESCO, INGLESE e FILOSOFIA le iscrizioni sono chiuse)

* CORSO DI FILOSOFIA:
Inizio lezioni: lunedì 9 gennaio 2012 – ore 18,00-20,00 c/o UNICOBAS (via Pieroni 27 – III piano)
guarda il programma QUI, o scaricalo QUI

* CORSO DI GEOGRAFIA ECONOMICA:
Inizio lezioni: martedì 24 gennaio 2012 – ore 17,30-19,30 c/o circoscrizione 4 (Via Menasci – zona ospedale)
guarda il programma QUI, o scaricalo QUI

* CORSO DI VIDEO EDITING:
Inizio lezioni: DATA DA DEFINIRE, poi tutti i mercoledì ore 16,00 – 18,00 c/o COBAS, via Pieroni 27, I piano
guarda il programma QUI, o scaricalo QUI

* CORSO DI ECONOMIA SOLIDALE:
Inizio lezioni: fine marzo (data da precisare) – sede probabile CIRC.1
-Tutor del corso: Stefano Romboli, per info: kubrick2000@libero.it
-Guarda il programma QUI, o scaricalo QUI

* ALTRI CORSI:
- TEDESCO per principianti ==> orario 18,00-20,00 tutti i Mercoledì c/o ex-AURORA (inizio 11/01/2012)
- INGLESE per principianti (terzo modulo) ==> orario 16,00-18,00 tutti i Mercoledì c/o ex-AURORA (inizio 11/01/2012).
- ALFABETIZZAZIONE INFORMATICA (proseguimento corso autunno) ==> orario 17,30-19,30 tutti i Martedì c/o Cobas – via Pieroni 27 – 1 piano (data inizio da definire)
- INFORMATICA PROGRAMMI (proseguimento corso autunno) ==> orario 17,30-19,30 tutti i Giovedì c/o ex-AURORA (data inizio da definire)

per maggiori info, SCARICA IL PROSPETTO GENERALE QUI

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*SEDI DEI CORSI*
per maggior comodita’ elenchiamo qui gli indirizzi delle sedi dove si svolgeranno i corsi quest’anno:
-SKA – VIA PANNOCCHIA 71
-EX AURORA – VIALE IPPOLITO NIEVO 28
-ASS.DON NESI – LARGO NESI 9
-CHICO MALO – PIAZZA GARIBALDI 24
-SVS – VIA DELLE CORALLAIE 10/14
per ulteriori dettagli, vedi sotto

per info o domande, mandare un’email a libunivlivorno@gmail.com)

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**Stagione 2011/2012**

La Libera Università Popolare “Alfredo Bicchierini” di Livorno è lieta di annunciare il prossimo avvio della nuova stagione di corsi 2011/2012.

Il programma prevede una doppia sessione:

autunnale (ottobre/dicembre 2011), nella quale si svolgeranno i corsi indicati nel prospetto allegato (scaricalo in versione PDF QUI). In base a mutate e non previste esigenze logistico-organizzative, il calendario e la sede dei corsi indicati potrebbero subire alcune variazioni. Sarà nostra cura, naturalmente, provvedere a comunicare quanto prima agli interessati gli aggiornamenti del caso.

invernale e primaverile (gennaio/giugno 2012), nella quale la trattazione dei temi attinenti ai dipartimenti di Scienze Sociali, Filosofia e Storia si articolerà in moduli e seminari, con la presenza anche di relatori esterni. L’apposito programma verrà definito nei prossimi mesi e opportunamente pubblicizzato.

::IMPORTANTE::

Cogliamo l’occasione per segnalare che, per ragioni meramente organizzative, da questa stagione l’iscrizione alla ns. associazione (e contestuale compilazione del modulo) potrà essere effettuata soltanto recandosi presso i punti-segreteria presso l’ex cinema aurora e l’associazione don nesi (per dettagli e orari, vedi in basso). I membri del direttivo saranno presenti, infatti, oltre che per ricevere le varie iscrizioni, anche per fornire tutte le informazioni necessarie sul calendario dei corsi, sui programmi, sulle sedi e così via.

Pertanto, l’eventuale trasmissione per posta elettronica del modulo scaricato dal sito non perfezionerà l’atto di iscrizione fino a quando l’interessata/o non provvederà a consegnarlo direttamente agli incaricati.

MODULO ISCRIZIONE CORSI AUTUNNO 2011 ==> SCARICALO IN PDF QUI

ORARI CORSI ==> SCARICA IL VOLANTINO IN PDF QUI

NB: L’ISCRIZIONE VA EFFETTUATA A PARTIRE DA LUNEDI’ 12 SETTEMBRE 2011 PRESSO LE SEGUENTI SEDI:
EX CINEMA AURORA – VIALE IPPOLITO NIEVO 28, LIVORNO dal LUNEDI’ al GIOVEDI’ le mattine dalle 09.30 alle 12.30 e i pomeriggi dalle 16.30 alle 19.30
ASS. DON NESI – LARGO NESI 9, COREA, LIVORNO – TEL 0586 424637 dal LUNEDI’ al VENERDI i pomeriggi dalle 15.30 alle 19.30

:CORSI SESSIONE AUTUNNALE:
-SPAGNOLO intermedio ==> scarica il programma QUI
-INGLESE principianti
-TEDESCO
-FRANCESE principianti
-ARABO principianti
-WORD/EXCEL – ALFABETIZZAZIONE INFORMATICA
-VIDEO-EDITING ==> scarica il programma QUI
-STORIA LOCALE
-PHOTOSHOP==> scarica il programma QUI
-ITALIANO PER STRANIERI==> scarica il programma QUI e la locandina QUI
-CREATIVITA’ E PUBBLICITA’ ==> scarica il programma QUI
-DIRITTO ==> scarica il programma QUI

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::INTERVISTA A GIORGIO FERRARI::

a seguito dell’incontro sul nucleare del 1/6/2011 a Livorno – INCONTRO del CORSO “ENERGIE E AMBIENTE” a cura della LIBERA UNIVERSITA’ POPOLARE ALFREDO BICCHIERINI

(domanda)-il nucleare serve a qualcosa? Opporsi al nucleare e’ una scelta ideologica, o una scelta di buon senso? Se e’ l’unica scelta sensata, come noi crediamo, puoi spiegarci in breve perche’?

(Giorgio): Il nucleare appartiene a quel ciclo di tecnologie cosiddette pesanti e quindi la sua utilità, considerata al di fuori del comparto della produzione di energia elettrica, “serve” a sostenere investimenti molto grandi in settori industriali che altrimenti non sopravvivrebbero: E’ il caso del settore minerario per l’estrazione dell’uranio, di quello dell’arricchimento, del ritrattamento del combustibile e della sistemazione delle scorie: lavori letteralmente inventati esclusivamente con lo sviluppo dell’energia nucleare, ma che sono molto inquinanti ed anche pericolosi per la contaminazione ambientale. Opporsi a questa tecnologia, a mio modo di vedere, non è una questione ideologica, ma la presa d’atto che questa tecnologia, così costosa, pericolosa e complicata rappresenta il passato, mentre soprattutto nel settore energetico il futuro dovrebbe essere segnato dall’avvento della semplicità.

(domanda)-Perche’ riproporre il nucleare oggi? Perche’ le grandi lobbies e le multinazionali vogliono riaprire la corsa al nucleare, quando ci sono prove piu’ che concrete che dimostrano quanto sia una tecnologia obsoleta, costosa e in finale anche inutile?

(Giorgio): Oggi nel mondo globalizzato il gap industriale tra mondo occidentale ed altri paesi emergenti è sempre più sottile: in una battuta si può dire che quello che non produce la Cina lo produce l’India che messe insieme rappresentano una buona fetta dell’economia mondiale. Restano pochi settori dove la differenza di Know how può fare ancora la differenza per qualche anno ed uno di questi è senz’altro il nucleare. Quindi il rilancio del nucleare da parte di un settore del capitale multinazionale può essere visto come un tentativo da parte dell’occidente (Stati Uniti e Francia) di mantenere una certa supremazia rispetto alle nuove potenze dell’Est.

(domanda)-due parole sui referendum. Giusto andare a votare, e andare a votare si’, pero’ fa un po’ specie vedere questo “cacciucco” unito in un fronte che va dal PD ai centri sociali. Non c’e’ qualcosa di strano nel vedere gente che spinge affinche’ si producano inceneritori, rigassificatori, TAV, che promuovono privatizzazioni e smantellamento dello stato sociale e via dicendo, accalorarsi insieme alle piazze per un voto che in qualche modo contraddirrebbe, specie se l’esito e’ quello sperato, le loro politiche? Che giochi ci sono dietro a tuo avviso?

(Giorgio): E’ il consueto opportunismo della nostra classe politica (e non solo di quella). Montanelli che era un uomo di destra dipingeva gli italiani come quelli che primi corrono in soccorso dei vincitori. Purtroppo è un ragionamento che va applicato anche ai resti di quella che fu la sinistra: il PD è sempre stato favorevole a privatizzare i servizi idrici (la Toscana insegna) e certo non è mai stato nemico del nucleare, ma vista l’aria che tira ha pensato di cavalcare la tigre dei referendum, solo dopo il voto delle amministrative, ma con l’intento di gestire questa fase protestataria riproponendo accordi con l’UDC e se ci sta anche con Fini. Bisognerà impedire questa ennesima svendita.

(domanda)-credi che il voto sul referendum rappresenti un traguardo, nel caso in cui vada per il verso giusto, si raggiunga il quorum e vincano i si’, come tutti in ogni caso speriamo, oppure una tappa per approntare un discorso piu’ complesso che metta in gioco un paradigma di “civilta’”, cioe’ che apra verso una critica del capitalismo e della sua voracita’ in favore di un progetto di civilta’ piu’ a “misura d’uomo (e di donna, ovviamente, anzi a maggior ragione)”? Per parafrasare vittorio arrigoni, piu’ che “restare umani” non e’ forse il caso oggi di aprire un percorso, anche politico, per “diventare umani”, questo ovviamente non facendo appello a un generico cambiamento dell’uomo, ma a una radicale ristrutturazione dell’assetto sociale che cominci col mettere in questione oltre che i rapporti di produzione anche il modo stesso in cui si sta al mondo?

(Giorgio): Sono d’accordo: bisogna proprio cambiare radicalmente la società e nel contempo diventare veramente umani. Ma temo che non sarà un processo indolore e se qualcuno pensa che si possa fare a colpi di referendum commette un grave errore: i regimi, anche quando professano la democrazia come nell’occidente sviluppato, non demordono se non c’è un rapporto di forza tale a convincerli a mollare la presa. Meglio pensarci per tempo.

–scarica qui l’intervista in PDF

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— LE RIUNIONI ORGANIZZATIVE SONO APERTE PER CHIUNQUE VOGLIA COLLABORARE E/O ABBIA PROPOSTE DA FARCI, E SI SVOLGONO TUTTI I LUNEDI’ ORE 18.00 PRESSO L’ASSOCIAZIONE DON NESI, LARGO DON NESI 9, QUARTIERE COREA

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PRESENTAZIONE

Gli avvenimenti degli ultimi tre decenni (neoliberismo, globalizzazione, strategie di guerra permanente…) hanno inciso profondamente non solo sulle nostre società, stravolgendo le loro strutture economiche e i loro sistemi politici, ma anche sulla nostra vita quotidiana: il lavoro, la famiglia, le relazioni interpersonali.

Di fronte alle grandi crisi della nostra epoca (ecologiche, finanziarie, politiche, sanitarie) si sono diffusi in tutto il corpo sociale sentimenti di insicurezza sia economica che esistenziale, che favoriscono forme di degenerazione del tessuto sociale e di individualizzazione.

Da un lato si sono enormemente sviluppate tutte quelle tecnologie (comunicazione, informatica, statistica, marketing) che permettono di conoscere il corpo sociale, di orientare gli stili di vita, condizionare le opinioni e mettere in atto strategie di controllo.

Dall’altro è fortemente diminuita la presenza nei quartieri, sui posti di lavoro e nella società in generale di tutte quelle reti comunitarie che avevano un ruolo importante in termini di solidarietà sociale, così come di quegli organismi politici e sindacali che permettono di pensare e attuare strategie di trasformazione della società.

Con lo sviluppo di tecniche di comunicazione di massa soprattutto audiovisive è quasi scomparsa soprattutto nei ceti giovanili e popolari l’abitudine alla lettura (libri, riviste, quotidiani), mentre la scuola pubblica non ha più la capacità di fornire conoscenze utili alla formazione di una capacità critica.

Si è quindi approfondito enormemente il solco tra una minoranza capace di leggere e interpretare i messaggi dei media e comunicare tramite le nuove tecnologie e una maggioranza consumatrice passiva di messaggi sempre più sofisticati in grado di condizionarne pesantemente il modo di vivere e di pensare, partecipe solo passivamente all’interno di quel circo barnum della disinformazione che diventa per il senso comune la “vera realtà” e non quello che oggettivamente è, cioè rappresentazione parziale e talvolta distorta della realtà.

Il risultato è quello che l´inglese sintetizza, con la consueta efficacia, nell´espressione “infotainment”, ovvero una fusione alla dottor Frankenstein tra informazione e spettacolo, che punta al cuore dello spettatore piuttosto che al suo cervello.

Per resistere a questo genocidio dell’intelligenza e della partecipazione attiva e consapevole dei cittadini, l’analisi sociologica, come sostiene il grande sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman, è un antidoto efficace al pensiero unico. Le persone che restano paralizzate, e che perciò vivono a breve termine e non capiscono cosa significa avere un impegno e dei progetti a lungo termine, non sono in grado di resistere al pensiero unico. E così il pensiero unico distrugge tutte le alternative
a se stesso.

Anche la nostra città, che vanta un’identità storica improntata alla solidarietà e alla tolleranza, rischia di subire fenomeni di impoverimento e imbarbarimento.

Quindi è necessario “alzare il tiro”, ritornando a studiare insieme la realtà sociale e trovare nuove forme di azione collettiva tramite le quali una comunità locale possa contrastare il dominio del “pensiero unico” e riprendere a pensare in positivo al proprio futuro.

Per questo un gruppo di persone impegnate nei vari ambiti dell’associazionismo ha deciso di creare un’Università Popolare, nella quale le varie conoscenze ed esperienze siano messe a disposizione di tutti gli interessati per discutere insieme ed arrivare a un progetto collettivo di trasformazione, in senso solidaristico e partecipativo, della nostra realtà locale.

Scegliere di partecipare attivamente e consapevolmente ai corsi è un primo passo per resistere all’omologazione e al conformismo imperante e per dare, ognuno di noi con le proprie capacità e passioni, un piccolo contributo per cambiare il mondo e le relazioni interpersonali.

In questo primo anno di attività, da considerarsi “sperimentale”, verranno realizzati corsi di Sociologia, Filosofia, Economia Politica, Media e Comunicazioni, Energie e Ambiente, Diritti e Partecipazione, Storia locale, Geografia economica e politica, Lingua spagnola.

I corsi si terranno nella sede dell’Associazione Don Nesi e dell’Associazione Aeroc, nel Quartiere di Corea.

I corsi avranno luogo nel periodo inizio novembre -30 aprile e avranno la durata di 20 ore. Ogni corso si concluderà con una ricerca e verrà svolta un’iniziativa pubblica conclusiva.

L’attività si svolgerà su due giorni settimanali, orientativamente nel tardo pomeriggio e la sera, anche a seconda delle disponibilità degli interessati. La quota di iscrizione è fissata in 10 Euro vailda per per tutti i corsi. Il ricavato sarà utilizzato per coprire le spese organizzative. Il termine per le iscrizioni è fissato per l’inizio dei corsi. Il numero minimo di partecipanti è di dieci persone per ogni corso.

I curatori dei corsi, che offrono gratuitamente la propria attività, sono persone con un’esperienza professionale, di docenza o di ricerca nel proprio campo.

Per ogni corso ci sarà la collaborazione di un consulente esterno che parteciperà all’iniziativa conclusiva e farà da supervisore alla ricerca.

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INTERVISTA

Università Popolare: per capire e trasformare la città

A novembre inizierà le proprie attività la “Libera Università Popolare”. Ne parliamo con uno dei promotori.

D. Come nasce l’idea dell’Università Popolare?

R. Di fronte alle grandi trasformazioni che sono in corso sono necessari nuovi strumenti di analisi e proposte altrettanto innovative.

L’epoca del neoliberismo è agli sgoccioli, ma nessuno sembra in grado di proporre un’uscita in positivo. In queste condizioni il rischio è che la crisi del neoliberismo anziché aprire degli spazi per l’alternativa ci trascini a fondo.

La sinistra organizzata è ormai arrivata al capolinea, e le forme di militanza che conosciamo non sembrano all’altezza di queste sfide. Ad esempio abbiamo appena vissuto una campagna elettorale bruttissima, dove nessuna delle forze in campo ha saputo proporre delle idee nuove e delle soluzioni credibili ai problemi della città. Una città che rischia di essere travolta dalla crisi economica e stravolta nella sua identità.

Ci sono brutti segnali, siamo molto preoccupati per la questione sicurezza. Crediamo che conoscere i meccanismi di questa “emergenza” sia il primo antidoto per rendere innocue le strategie che la muovono.

Ma il punto fondamentale è: qual è la natura delle crisi che stiamo vivendo? Quali forme di autoorganizzazione sul territorio sono in grado di incidere su dinamiche globali?

Le risposte vanno cercate collettivamente, non esistono soluzioni individuali. L’individuo isolato può solo subire passivamente questi meccanismi, non è in grado di opporvisi.

In tutti noi inoltre c’era l’esigenza di affermare una nuova socialità, di un modo non alienante di utilizzare il tempo libero, di crescere collettivamente.

Così quando la proposta è stata lanciata, non c’è stato bisogno di tante discussioni. Un bel gruppo di persone l’ha subito accolta con entusiasmo. Il difficile viene ora, si tratta di concretizzare.

D. Da chi è composto il gruppo dei promotori?

R. Da persone impegnate nell’associazionismo, nei vari comitati popolari, nella militanza politica o nei media indipendenti. Coloro che si sono impegnati come responsabili dei corsi hanno un’esperienza specifica di studio o di insegnamento. Non ci interessa presentarci come “docenti” in senso accademico, ci mancherebbe. Si tratta di riannodare i fili di un ragionamento collettivo, mettere a disposizione di tutti dei saperi individuali, proporre dei criteri interpretativi che possano aprire la strada a un’alternativa.

D. A quali attività avete pensato?

R. Ci saranno dei corsi su materie che ci sembrano fondamentali per comprendere la realtà sociale, come sociologia, comunicazioni, energia e ambiente, economia ecc. Abbiamo pensato a corsi di 20 ore, che si concludano con una ricerca sul campo (per esempio sui mutamenti della famiglia nel nostro territorio, o un progetto di sviluppo delle energie alternative). Poi ci sarà un’iniziativa conclusiva. Per ogni corso ci saranno dei facilitatori e un consulente esterno. Le persone che stiamo contattando, se ci daranno la disponibilità, ci permetteranno davvero di fare cose interessanti.


D. Quali sono i requisiti per partecipare?

R. Nessuno in particolare, si tratterà poi per noi organizzatori di trovare l’impostazione giusta a seconda della tipologia dei partecipanti. I corsi costeranno pochissimo, solo un contributo per le spese di documentazione.

D. Quale sarà la sede?


Gli incontri si svolgeranno nelle sedi delle Associazione Don Nesi e A.E.R.O.C., entrambe in Corea. Si tratta di realtà molto radicate sul territorio, sempre molto frequentate. Queste esperienze ci insegnano che se non riesci a vivere i quartieri sei condannato all’estinzione Non ci interessa chiuderci fra quattro mura per fare gli intellettuali, vogliamo vincere la scommessa di coniugare un buon livello di approfondimento con la massima partecipazione. Del resto a Livorno abbiamo anche l’esperienza del Gruppo Michel Foucault, da lì sono usciti dei materiali interessanti, a dimostrazione che in città ci sono le potenzialità per impegnarci su una riflessione di questo tipo.

D. C’è la proposta di dedicare l’Università ad Alfredo Bicchierini.

R. Se Alfredo non ci avesse lasciato avremmo cercato di trascinarlo in questa iniziativa. Alfredo partendo dalla condizione di operaio si era laureato in Scienze Politiche, aveva una curiosità intellettuale e una preparazione enormi. Un intellettuale-lavoratore, che ha dimostrato a tutti che, se si vuole, il lavoro e gli altri problemi del quotidiano non sono un ostacolo per la propria formazione personale, anzi, sono il presupposto che ti permette di misurare nella realtà la validità delle teorie.

D. A chi è possibile rivolgersi per informazioni?

R. Stiamo preparando il materiale informativo. Intanto gli interessati possono scrivere a questo indirizzo email per contattarci: libunivlivorno@gmail.com. ta

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